Dopo i restauri riapre il Museo del Duomo di Udine

Torna visitabile il settecentesco Museo del Duomo di Udine, in cui sono stati completati importanti restauri. Riproponiamo un articolo pubblicato l' 11 giugno dal "Messaggero Veneto" a firma di Giacomina Pellizzari. >>> UDINE. Un concerto di campane aprirà la festa del duomo restaurato. La cattedrale di Udine non ha più segreti: dal prossimo 11 luglio i visitatori potranno apprezzare ogni angolo, compreso il museo che, in alcune occasioni e previa prenotazione, aprirà al pubblico. Con questo intervento finanziato dalla Regione e costato circa un milione di euro, la parrocchia colloca l’ultima tessera in un insieme di cantieri aperto nel 2008 con il restauro della chiesa di San Cristoforo, e proseguito poi con altri interventi conservativi realizzati nella chiesa e nel campanile del castello, compreso il restauro e doratura dell’Angelo, nell’Oratorio della Purità e l’ultimo che si chiuderà a fine anno nella canonica. >>>«A questo punto - spiega il direttore dei lavori, ingegner Marco Zilli - è importante che la cattedrale interagisca completamente con la città grazie alla sistemazione di piazza Duomo». Anche questo è un vecchio problema che la nuova giunta Honsell dovrà affrontare.
Il parroco del duomo, monsignor Luciano Nobile, è fiducioso anche perché fu proprio lui a strappare prima della fine del precedente mandato al sindaco, Furio Honsell, l’impegno a riqualificare piazza Duomo. «Devono trovare i fondi, ma resto fiducioso» sostiene il parroco, mentre l’ingegner Zilli rivela che l’auspicio della parrocchia resta quello di creare un ampio collegamento pedonale tra la cattedrale e l’Oratorio della Purità dove don Nobile tiene le lezioni di religione. «Attualmente - insiste l’ingegnere -, proprio perché l’Oratorio si affaccia sulla strada carrabile, non esistono spazi di aggregazione per i ragazzi che frequentano le lezioni. Un ampio spazio pedonale, invece, consentirebbe di collegare l’Oratorio alla cattedrale, facilitando la logistica». È evidente che se tale soluzione sarà realizzata gli automobilisti provenienti da via San Francesco dovranno, obbligatoriamente, svoltare a sinistra.
Ma torniamo al restauro del duomo dove le maestranze dell’impresa Del Bianco e della bottega di Roberto Milan hanno dato il meglio per recuperare la cella campanaria, motorizzare le campane, creare la pedana per i campanari, restaurare le antiche porte sul sagrato e sul lato dell’Oratorio, recuperare le sacrestie garantendo un microclima in grado di conservare i dipinti antichi e gli arredi sacri e realizzare nuovi impianti idrico e igienici nei sotterranei. Da qui inizia il percorso del museo che dalla cripta del duomo risale dietro l’altare. «Tutto il percorso interno ora è fruibile» puntualizza il direttore dei lavori nel far notare che dall’interrato si transita nelle sacrestie e attraversando l’aula dei canonici si arriva al primo piano.
In questo tratto del percorso si inserisce la cappella di Sant’Antonio con l’antica scala in legno perfettamente conservata. La scala è stata restaurata anche se per ragioni di sicurezza non può essere utilizzata per scendere dal museo. I lavori iniziati nel novembre 2011 sono stati ultimati lo scorso ottobre. Da allora sono seguiti gli ultimi ritocchi in attesa della vigilia della festa del patrono della città per tagliare il nastro in grande stile.
Tranne qualche dipinto ancora oggetto di restauro da parte del personale della Soprintendenza alle belle arti, il duomo è tornato agli antichi splendori e apre le porte alla città e ai turisti. «Il museo settecentesco conserva un patrimonio artistico che ora il pubblico può visitare» aggiunge monsignor Nobile nel far notare che la direttrice del museo si renderà disponibile a organizzare, anche su richiesta, visite guidate.
Per don Nobile non è cosa facile gestire otto chiese tutte situate all’interno della parrocchia Santa Maria Annunziata. Ecco perché il sacerdote ringrazia la Regione per i contributi che negli anni ha assegnato per il restauro dei luoghi di culto. «Siamo stati aiutati parecchio - ripete don Nobile -, ora però dal punto di vista strutturale le nostre chiese sono a posto».

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