Thinking Miramare


A sottolineare la discontinuità col passato c'è anche la scelta del titolo, "Thinking Miramare", per il convegno tenutosi a Trieste il 16 ottobre per presentare il programma di rinnovamento (anzi si parla di una vera e propria "rivoluzione") del complesso storico del Castello di Miramare attorno al quale da qualche anno si discute parecchio circa le mancate manutenzioni, il degrado del parco, ecc. spesso anche in modo strumentale e con eccessi utili soprattutto alla speculazione giornalistica.  Ma a quanto pare si è arrivati a una vera e propria svolta, e anche il titolo scelto fa pensare a una precisa volontà di rimozione del passato e di rinnovamento totale, persino linguistico.

Insomma, nuova direttrice, Andreina Contessa, nuove modalità comunicative e nuova sede.
Sì, va rimarcato anche questo, perché ancora non si era mai visto che si parlasse di una proprietà dello Stato nel palazzo della Regione. Sarà forse una sciocchezza, ma, a quanto si legge su un articolo pubblicato dal Piccolo il 17 ottobre lo stato avrebbe stanziato ben 4 milioni per questo progetto. Dunque, se c'era da stappare qualche bottiglia, forse sarebbe stato giusto farlo nella Sala del trono di Massimiliano, con vista mare, o nel Salone Piemontese di Palazzo Economo, sede della Soprintendenza, ma in Regione proprio no...
Del resto, si avvicinano le elezioni, e chi può imporsi e ritagliarsi una vetrina, come Debora Serracchiani, lo fa senza tante preoccupazioni di etichetta.
Anche per sottolineare senza equivoci che il merito politico di quei 4 milioni è suo.
Ma come saranno impiegati questi fondi? Per il momento non si sa. Ci sono idee di massima ma un vero progetto non c'è, è appena da cominciare. Ci vorrà un anno, solo per il progetto, e parecchi anni per realizzarlo. Di concreto ci sono i soldi, ma la capacità di utilizzarli è tutta da provare.
Anche questo evento, dunque, si inserisce nella categoria degli "annunci", coi quali i politici e i loro protetti amano fare sognare la platea, descrivere situazioni ideali, promettere grandi rivoluzioni, volando ben più in alto della banalità del quotidiano.
Purtroppo invece in molti casi questi sogni si infrangono proprio contro le difficoltà  della vita di ogni giorno e potrebbe accadere anche in questa situazione, visto che tra le righe dell'articolo si legge che per mandare avanti la gestione mancano quasi 50 dipendenti! Figurarsi per progettare....
E' mancato, ma c'era da aspettarselo, un minimo riconoscimento per chi in questi anni difficili, di povertà non solo di personale, ma anche di soldi, è riuscito comunque a tenere sempre aperto il Castello di Miramare, e addirittura a realizzare esposizioni di ottimo livello scientifico, conferenze, concerti, libri.
Perché va ricordato che le istituzioni risplendono grazie ai progetti ambiziosi e agli investimenti, ma ciò che le rende vicine al cittadino è il buon servizio quotidiano.



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