Perché PromoTurismo FVG non promuove i musei più belli della regione?


Un recente articolo pubblicato sul magazine "l'agenzia di viaggi" si sofferma sulla politica turistica del Friuli Venezia Giulia riportando le strategie delineate da Lucio Gomiero, chief executive e managing director di PromoTurismo Fvg.
In sintesi la ricetta per aumentare i flussi turistici, specialmente quelli in arrivo dall'estero, si basa su questi ingredienti: mare (Grado e Lignano), enogastronomia, bikegrandi eventi (Barcolana, Far East Festival, Pordenonelegge).  Ma in prospettiva si punta anche sul potenziamento delle Terme di Grado e su un sistema di trasporti sempre più articolato, efficiente e green.
Tutto condivisibile e auspicabile. Sorgono però immediatamente dei dubbi, perché manca qualcosa. Il traino turistico della cultura. Allora proviamo a porci qualche domanda.

1) Si è certi che i migliori motivi per venire in Friuli siano sempre e solo mangiare, bere e prendere il sole?
Sembrerebbe di no, visto che negli ultimi anni è aumentato in misura considerevole il turismo delle città (basti pensare a Trieste) e dei siti storici
(Palmanova, Cividale, Aquileia). E'un segnale molto chiaro.

2) Perché nelle strategie turistiche non si fa nessuna menzione delle risorse culturali, musei, mostre, percorsi letterari? 
Dato che si vorrebbe puntare a un target più alto, "a valore aggiunto", che si ferma più giorni e spende di più, non si dovrebbero sottovalutare gli interessi di questo pubblico per l'arte e per la storia. Il Friuli Venezia Giulia è legato a nomi di fama universale, Tiepolo, Svevo, Joyce, Pasolini... forse converrebbe farsi venire qualche idea e inserirli nella "ricetta", perché incuriosiscono anche un pubblico più esigente di quello che visita Miramare, o che comunque alterna volentieri le visite culturali al giro in bici e alle degustazioni.

2) Quanto possono influire in una consistente crescita turistica eventi di un giorno o di una settimana?
Gli eventi su cui PromoTurismo Fvg vuole investire (Barcolana, Far East Festival, Pordenonelegge) rappresentano delle nicchie già ampiamente sfruttate (i velisti, i cinefili, i lettori accaniti) e non possono dare molto di più di quanto già danno.

D'altra parte anche PromoTurismo FVG ha le sue ragioni a considerare "eventi" solo i festival letterari o cinematografici.  Probabilmente ha preso atto che ormai in questa regione nessuno sa più programmare e organizzare grandi mostre, quelle da 50.000 visitatori in su.
A Villa Manin sono un ricordo lontano, e così anche le mostre delle Scuderie di Miramare. A Trieste la Pescheria in questo momento viene occupata da una mostra sui mattoncini Lego, da Udine, Pordenone e Gorizia giungono segnali deboli e quello che si fa, anche quando è di buona qualità, non viene comunicato adeguatamente e resta circoscritto nella dimensione provinciale.

Restano però i musei (almeno fino a quando resisteranno alla progressiva diminuzione di risorse), e, su questo terreno, la regione ha almeno 5 gioielli da offrire, tranquillamente all'altezza - per l'importanza delle collezioni - di competere con l'offerta delle regioni più turistiche: i Musei archeologici nazionali di Aquileia e Cividale, il museo d'arte moderna Revoltella di Trieste, il Museo Diocesano di Udine, con gli affreschi più belli del Tiepolo, e la Fondazione Coronini di Gorizia, altissima espressione dell'aristocrazia e della  cultura mitteleuropea.

Un appello dal mondo dei musei: PromoTurismo FVG li inserisca nella sua strategia!
Questo sì è valore aggiunto. Rivolto proprio a quel pubblico ricco e colto che piacerebbe tanto portare via ad altre regioni.


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