In giro per musei: i Musei provinciali di Gorizia


La situazione dei musei a Gorizia è molto diversa da quella delle altre città del Friuli Venezia Giulia. Non dipendono infatti dal Comune ma dalla Provincia, secondo una tradizione che risale all'Impero austro-ungarico, dove nella seconda metà dell'Ottocento sono nati i Landesmuseen, i musei "regionali", tuttora funzionanti con questa denominazione.
Anche i musei goriziani sono nati nell'Ottocento, un secolo e mezzo fa. Infatti nel 2011 hanno festeggiato il 150° anniversario.
Conservano raccolte varie, che comprendono, archeologia, arte, arti applicate (con una vasta sezione dedicata alla moda), storia. Negli ultimi decenni, a partire dagli anni '80, quando è stato trasferito da Palazzo Attems a Borgo Castello il Museo della Grande Guerra, è stato portato avanti un processo di rinnovamento che ha ammodernato quasi tutte le sezioni.
Ecco la scheda dei Musei provinciali pubblicata sul sito ufficiale della Provincia di Gorizia. >>>
Il Museo della Moda e delle Arti Applicate, uno dei pochissimi presenti sul territorio nazionale, si apre con una sezione dedicata alla produzione della seta, attività economica di punta nel goriziano nel corso del Sette e dell’Ottocento, per arrivare ad un ampio settore dedicato alla moda della Belle Epoque mitteleuropea. Abiti, borse, ombrellini, cappelli, ventagli, calzature e bastoni da passeggio illustrano le occasioni formali e informali della moda, testimonianza emblematica del gusto e della cultura di quell’epoca.

 
Il Museo della Grande Guerra rappresenta un singolare contraltare al Museo della Moda e come questo si trova nella sede di Borgo Castello, anello di case cinquecentesche sorte ai piedi del Castello di Gorizia. Dai lustrini degli abiti da sera si passa ai ruvidi tessuti delle uniformi degli eserciti italiano ed austroungarico, che lungo il fronte dell’Isonzo si affrontarono sanguinosamente tra il 1915 e il 1917. La peculiarità del museo consiste nella focalizzazione sull’esperienza della vita in trincea, drammaticamente comune ad entrambi gli schieramenti.
Su questo tema i Musei provinciali organizzano un’intensa attività didattica per le scuole, articolata tra musei e territorio, dalle trincee fedelmente ricostruite ed attrezzate a quelle tuttora esistenti, ferite aperte nel Carso Goriziano.

Le testimonianze delle arti figurative formano, invece, le raccolte della Pinacoteca, parzialmente visibili in attesa dell’ultimazione dei restauri del settecentesco Palazzo Attems, storica e prestigiosa sede della Pinacoteca stessa. Il Settecento è rappresentato da opere di artisti quali Giambettino Cignaroli, Francesco Fontebasso, Francesco Pavona e Marco Ricci, mentre l’Ottocento viene illustrato soprattutto dai dipinti di Giuseppe Tominz, ritrattista ufficiale della borghesia triestina e goriziana.
A Gradisca d’Isonzo, invece, la Galleria Regionale di Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” espone le opere dell’illustre artista a cui è intitolata e organizza mostre ed eventi legati alla contemporaneità.
Tutte le sezioni museali sono improntate ai più moderni caratteri espositivi e didattici. In questi ultimi anni si è attivato al loro interno un laboratorio didattico che intende offrire alle scuole un servizio per promuovere una conoscenza non superficiale dei musei, sfruttandone le valenze pedagogiche con progetti differenziati in base alle fasce di età. La Provincia sta inoltre progettando un’estensione del servizio didattico che vada a coprire altre realtà museali minori del territorio.

 



 

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