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Visualizzazione dei post da 2015

Possono collaborare pubblico e privato nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali?

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Venerdì 11 dicembre si è tenuto a Udine un importante convegno su "Musei, archivi e biblioteche tra pubblico e privato" nella sede di viale Ungheria dell'Università degli Studi, ente promotore assieme al MAB-Friuli Venezia Giulia, sigla che raggruppa le tre associazioni professionali più importanti del settore (ICOM per i musei, AIB per le biblioteche, ANAI per gli archivi).   Alla presenza di tanti addetti ai lavori provenienti dalle istituzioni culturali di tutta la regione, di docenti universitari e studenti per l'intera giornata i relatori invitati hanno evidenziato i tanti problemi che ostacolano una buona gestione del patrimonio culturale e hanno portato esperienze ed esempi che fanno sperare nell'apertura di qualche spiraglio proprio nella direzione anticipata dal titolo, la collaborazione coi privati, si tratti di volontari, di aziende, di sponsor, finalizzata a uscire dall'impasse di una crisi, finanziaria, ma anche di risorse umane, che impedisce di …

A Tolmezzo convegno su "Storia e archivi fotografici"

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La fotografia sta diventando sempre più una fonte imprescindibile per la storia contemporanea. Purtroppo in ritardo rispetto ad altri settori di interesse dei musei e delle istituzioni che si occupano di conservazione e documentazione, il patrimonio fotografico storico è per lo più frutto di donazioni casuali e non di una ricerca e di una raccolta sistematica. Qualcosa si sta muovendo in attesa che anche nella nostra regione siano creati veri "Musei della fotografia". Interessante l'esperienza della Carnia in cui è attivo da tempo un progetto di Fototeca territoriale. Venerdì 4 settembre, intorno a questo progetto, il Museo carnico delle tradizioni popolari di Tolmezzo ospita un importante convegno di cui riportiamo il programma. >>>

A Pagnacco mostra su una tradizione venatoria oggi fuori legge

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E' stata inaugurata al Museo di Storia Contadina di Fontanabona (Pagnacco) la mostra dal titolo «Lâ a tindi» nelle foto di Carlo Innocenti. Storia e denuncia di una tradizione venatoria.
L’esposizione proponealcuni oggetti legati alla tradizione venatoria e una ricca selezione di istantanee di Carlo Innocenti, fotografo che fin dagli anni ‘60 ha indagato gli aspetti etnografici e sociali dell’antica cultura rurale friulana. Si tratta di immagini che testimoniano una pratica un tempo estremamente radicata in regione, tanto da costituire una vera e propria attività economica integrativa dell’agricoltura. Vietata dalla Legge n. 157 del 1992, il ricordo di tale tradizione permane tuttavia anche a Fontanabona, sia in ciò che rimane degli antichi impianti arborei per roccoli e bressane, sia nella toponomastica di alcune vie del compendio.>>>

Inaugurato a Trieste il Museo della civiltà istriana, fiumana, dalmata

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Venerdì 26 giugno, è stato inaugurato e aperto a Trieste il Civico Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata, una realtà lungamente attesa e certamente unica nel panorama regionale dei musei, dove va a occupare da subito un posto di rilievo soprattutto perché, muovendosi da una prospettiva storica, vuole inserire la sua attività in un contesto culturale sovraregionale e sovranazionale, vivace e fortemente connotato da uno spirito europeo.
Sono numerosi, infatti, i musei della Slovenia e della Croazia che si occupano di storia, arte, etnografia e archeologia, e sono particolarmente attivi nella creazione di reti e nella gestione di progetti europei, che d'ora in avanti potranno coinvolgere anche la nuova realtà museale triestina. Nello stesso tempo il Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata riempirà un vuoto nella pur ampia offerta museale triestina aggiungendo la rappresentazione di un territorio che per secoli è stato legato strettamente alla città e alle sue vicende…

Il teatro Rossetti va al Museo Henriquez

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Ogni venerdì e sabato dal 19 giugno al 18 luglio al Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez” di Trieste (via Cumano 22) va in scena lo spettacolo “A Sarajevo il 28 giugno” tratto dal testo omonimo di Gilberto Forti da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz. Lo ammireremo nell’allestimento a cura di Giulia Corrocher e interpretato da una doppia compagnia di artisti: nella prima parte reciteranno Gianfranco Saletta, Fulvio Falzarano, Maria Grazia Plos e Maurizio Zacchigna; nella seconda saranno in scena Ariella Reggio, Paolo Fagiolo, Adriano Giraldi e Riccardo Maranzana. Saranno invece una presenza costante e ricca di suggestioni le quattro musiciste del Quartetto Iris (Laura Furlan ed Emanuela Colagrossi ai violini, Maria Lucia Dorfmann alla viola e Cecilia Barucca Sebastiani al violoncello) impegnate in brani di Johann Strauß figlio e Franz Schubert. Lo spettacolo propone – dividendole in due parti – una decina di testimonianze sul fondamentale momento storico del…

Mostre da non perdere - A Gorizia "Dalla penna d’oca alla macchina da scrivere Guglielmo Coronini e la bella scrittura"

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In occasione del 25° anniversario della morte del conte Guglielmo Coronini, seguendo quella vocazione di dimora storica e di museo delle arti decorative che proprio l’ultimo proprietario aveva evocato nel suo testamento, con la mostra che è stata inaugurata il 10 aprile, realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg intende riprendere il programma di valorizzazione, conoscenza e divulgazione delle proprie collezioni già iniziato con le esposizioni dedicate ai merletti, alle miniature e ai gioielli.
In un’epoca in cui l’uso generalizzato di computer, tablet e smartphone, la digitalizzazione dei testi e la scrittura vocale fanno apparire quasi obsoleta l’abitudine di scrivere a mano su un foglio di carta, può essere utile e interessante, soprattutto per le nuove generazioni, fermarsi a riflettere su quelli che erano, in un passato non troppo lontano, gli strument…

Oltre lo sguardo. Fotografi a Gorizia prima della Grande Guerra

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Ultimi giorni per visitare la mostra "Oltre lo sguardo" allestita nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia in via Carducci 2. L’esposizione traccia la storia degli atelier fotografici goriziani della Belle Époque sapientemente ricostruiti attraverso una sequenza di immagini che offrono uno spaccato della società cittadina nell'arco temporale compreso tra il 1860 e lo scoppio della Grande Guerra. Fotografie spesso inedite, alcune esposte in originale altre riprodotte, ritraggono uomini, donne e bambini, famiglie e gruppi in posa negli studi goriziani. Scatti che restituiscono l'immagine dei nobili e della borghesia cittadina, così come delle famiglie popolari e contadine, dei militari, dei sacerdoti e degli ufficiali, nonché degli esponenti della cultura e della politica locale, a fianco di tanti cittadini goriziani. >>>

Musei e Grande Guerra. Il Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez di Trieste

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Quello che si è inaugurato il 28 luglio 2014 è il primo segmento del complessivo “Civico Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez”, aperto secondo il desiderio del suo ideatore a un approccio ampio e complessivo al tema “guerra”, volto al superamento del concetto stesso di conflitto in nome di una consapevole tensione umanitaria verso la pace. Non un museo “di guerra” comunemente inteso, ma il museo della società del Novecento in guerra con i suoi demoni e i suoi orrori, nel lungo e contrastato cammino verso una pace che si spera duratura.>>>>>



Nel primo hangar restaurato al piano terra trova posto l’esposizione permanente di approfondimento “1914-1918 IL FUNERALE DELLA PACE”, dedicata alla storia del primo conflitto mondiale, che si apre appunto con il corteo funebre di Francesco Ferdinando erede al trono d’Austria-Ungheria, assassinato con la moglie a Sarajevo il 28 giugno 1914, evento che dà inizio alla Grande Guerra. Nell’ampio spazio trova posto l’esposizione…

Tempo presente. Si parla di Piero Manzoni

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E' in corso dall'autunno nella sede della Galleria d'arte moderna di Casa Cavazzini, a Udine, un ciclo di incontri di grande interesse intitolato "Tempo presente" e dedicato a vari aspetti della cultura figurativa contemporanea. Il programma, che prevede la partecipazione di docenti dell'Università di Udine e di altri atenei italiani, è stato elaborato in collaborazione con la stessa Università e con Altreforme. Il prossimo incontro è previsto per venerdì 27 febbraio ed è incentrato su una figura cruciale degli anni cinquanta e sessanta:  Piero Manzoni 1959: tre Achromes “prensili” e una svolta New Dada Ne parlerà Michele Dantini, Università del Piemonte orientale "Amedeo Avogadro".  Questa volta l'incontro non si svolgerà nella sede del museo, ma nel Salone d'Onore di Palazzo Morpurgo in via Savorgnana, 12 a Udine, prestigiosa sede delle Gallerie del Progetto, il museo di architettura della città.
per chi vuole prepararsi sul tema della …

La Regione Friuli Venezia Giulia "scarica" i musei che ha fatto nascere

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Se è vero che non possono esistere quattrocento istituzioni, in Friuli Venezia Giulia, a poter fregiarsi a pieno titolo della definizione di museo, è anche vero che la Regione, nel 2015, non può permettersi di "tirare una riga" e abbandonare a sé stesse le innumerevoli realtà locali che - con l'approvazione della Regione e spesso con cospicui investimenti - hanno concorso negli ultimi trent'anni a non disperdere i piccoli-grandi tesori del territorio, le tracce del nostro passato, l'eredità di un'identità locale che si fa sempre più fatica a riconoscere nella vita di oggi.
Manderemo tutto alla discarica? Se ne occuperanno da soli i Comuni, che non hanno più soldi neppure per i servizi fondamentali? Sarà cancellato anche quel poco che resta di storia locale comunque già ignorato dalle Università e orfano di benemeriti studiosi di paese?  >>>